• MONTIERI: IL MERSE E LE ROSTE

  •  Fin dall’antichità la zona nei dintorni di Boccheggiano è stata oggetto di esplorazioni minerarie per la presenza di estesi giacimenti a solfuri.

    I giacimenti,sono impostati sullo sviluppo in profondità della dislocazione nota come “faglia di Boccheggiano” la quale, nella sua porzione più prossima alla superficie, ospita il filone a quarzo e a solfuri misti di rame, zinco, piombo e ferro coltivati in passato nella miniera del Merse e poi sfruttati fino a gli inizi degli anni novanta, nello specifico per l’estrazione del bisolfuro di ferro (pirite).

    Il percorso è situato a metà strada tra i paesi di Montieri e Boccheggiano.

    Camminando per circa 20 minuti, sulla sponda sinistra del fiume Merse, si giunge alle Roste, conosciute anche come i “calanchi rossi del Merse”. Questo sito dalle morfologie surreali è il risultato del rimodellamento da parte degli agenti atmosferici degli imponenti monti di scorie di colore rosso derivati dalla lavorazione dei solfuri misti contenenti rame. Il minerale qui veniva lavorato secondo il metodo Conedera che prevedeva lo sminuzzamento manuale, l’arrostimento in loco ed il lavaggio dello stesso. Sono osservabili anche le gallerie di scolo utilizzate per quest’ultimo processo. La miniera del Merse, la quale forniva il materiale lavorato in questo luogo, venne abbandonata nel 1914. (In foto un pezzo di calcopirite)

    Percorrendo il fiume in senso inverso è possibile osservare le laverie dismesse appartenenti alla miniera di Campiano, chiusa agli inizi degli anni novanta