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Le armi, le carte, le pietre, i minerali, le ceramiche, le monete. L'arte e il costume: tutto ciò che era necessario per la vita quotidiana di una nobile città.
Libero Comune fin dal 1225, poi sottoposta al dominio senese e infine inglobata nel granducato Mediceo (1555), Massa Marittima deve la sua fortuna ad un insieme di favorevoli fattori concomitanti: la ricchezza del sottosuolo, il consolidarsi di una fiorente borghesia, l'affermarsi di un solido potere civile a fianco di quello feudale vescovile.
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| La Cattedrale di S.Cerbone |
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La storia parla con i suoi reperti e i monumenti. Un'antologia di architettura romanica, gotica, rinascimentale distribuita nei terzieri della città (Borgo, Cittavecchia, Cittanova) e completata da un ben articolato sistema museale.
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| Interno della Cattedrale |
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Musei che raccontano vicende di dura sottomissione (la Torre del Candeliere) e di vitale, anche se sofferta, prosperità (i due musei dedicati all'attività mineraria), che affondano le loro radici nell'antica Etruria e parlano del secolo d'oro (il Museo Archeologico), che ricostruiscono con accuratezza i modi di vita della civiltà contadina (l'antico frantoio del XVII secolo).
Proprio in virtù del suo straordinario tessuto urbanistico, è stata proposta la candidatura dei centro storico di Massa Marittima nella World Heritage List dell'Unesco, l'elenco che raccoglie i beni culturali e naturali considerati patrimonio universale dell'umanità.
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| La Fonte dell'Abbondanza |
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Una cattedrale, due poli religiosi in cui confluirono Francescani e Agostiniani, le Fonti Pubbliche utilizzate come granai della comunità, i palazzi nobiliari, la zecca, i vicoli stretti, luogo di antichi commerci, le logge e le case-torri.

Massa Marittima è i suoi monumenti.
Cuore del centro storico è la piazza Garibaldi dominata dallo stupendo duomo di impianto romanico (la sua costruzione risale alla metà circa del XII secolo), la cui facciata culmina nei tre pinnacoli gotici del timpano. L'effetto prospettico di fuga rispetto alla piazza è in realtà dovuto a precisi accorgimenti architettonici tra cui il restringimento progressivo delle arcate che scandiscono l'ordine terreno del Duomo accompagnate dall'uguale restringimento degli scalini che arrivano quasi ad annullarsi.
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| L'abside della chiesa di S.Agostino |
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Al potere religioso, che annovera almeno altre due importanti chiese (Sant'Agostino, in puro stile gotico, e San Francesco, che la tradizione vuole fondata dal celebre santo in occasione di un suo pellegrinaggio in Maremma), si contrappone il potere civile esemplificato dalla mole del Palazzo Comunale: in realtà formato da edifici contigui (la Torre del Bargello, il corpo centrale originariamente in stile gotico senese e la torre della Palazzina dei Conti di Biserno: tutti ampiamente rimaneggiati).
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| La chiesa di S.Francesco |
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Al secolo d'oro della città-libero comune si deve anche la costruzione della Fonte dell'Abbondanza (1265): tre grandi archi a sesto acuto sotto i quali l'ultimo restauro ha ricreato l'antica vasca in cui confluisce l'acqua che sgorga nell'arcata centrale.
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| Interno della Fonte dell'Abbondanza |
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